A. Colombo, G. Bassani

Direttore dell’Accademia di formazione per il servizio sociosanitario lombardo – PoliS Lombardia – Top Manager of Academy for Health Care; Accademia di formazione per il servizio sociosanitario lombardo – PoliS , Area Studi, Territorio, Competitività e Internazionalizzazione Confindustria Bergamo

Parole chiave: Servizio sanitario nazionale, educazione alla salute, General Practitioners (GPs), Skill Mix.
Riassunto: In Italia, come in altri Paesi, mancano i medici. La soluzione adottata finora sembra insistere solo nell’aumento delle borse. Forse non basta. Questo articolo si propone di guardare al fenomeno dalla prospettiva della formazione cercando di cogliere le cause storiche di tale mancanza in chiave di sistema. Sono considerati fenomeni differenti, quali: la distribuzione della popolazione medica per fascia di età, quella delle borse di specialità nelle regioni italiane, l’incidenza della presenza infermieristica rispetto a quella medica, le scelte di preferenza delle specialità da parte dei giovani, l’orientamento dei giovani tirocinanti del corso di formazione triennale in medicina generale, la mancata programmazione di una integrazione di competenze tra professioni cliniche e sanitarie. L’analisi, infatti, è condotta sia su fonti e basi dati pubbliche o disponibili in letteratura, sia su dati direttamente acquisite nel corso dell’attività dell’Accademia di formazione per il servizio sociosanitario lombardo. L’articolo conclude che la mancanza di medici non può essere affrontata aumentando le borse di stu- dio senza una revisione dei limiti del sistema di offerta quali: 1. la legge 833 del 1978 ha garantito occupazione e ruolo ai molti medici neolaureati di 40 anni fa; 2. La stessa legge ha introdotto una concezione di specializzazi- one che precede l’attività lavorativa e impedisce ai giovani medici di partecipare direttamente al sistema; 3. La mancanza di medici va valutata all’interno di una autentica razionalizzazione della rete di offerta (ospedaliera, ma non solo) impostata sui bisogni e flussi dei pazienti, non sui posti di lavoro dei medici; 4.gli infermieri sono pochi e poco valorizzati, anche se dispongono di una laurea magistrale: la mancanza dei medici dipende anche da un eccesso di carico di funzioni che possono essere condivise con altro personale sanitario. Nonostante il ruolo di responsabilità di uno degli autori, le considerazioni espresse nell’articolo non coinvolgono in alcun modo il governo regionale, che non risponde nemmeno di alcuna delle proposte contenute nel testo.

 


Lack of doctors, but for what System? Shortage of clinicians in Italy and Lombardy and reflections on structural constrains in training

Keywords: National health service, healthcare education, General Practitioners (GPs), Skill Mix.
Summary: A lack of physicians is a major threat in many health care systems. Italy is coping with this problem, by increasing the number of residency training positions for medical graduates. Nevertheless, analysis of data and a critical review of organisational aspects of the system seem to suggest that structural changes are also needed. Eight areas are discussed: 1. The (very high) age of physicians in the country; 2. The (problematic) organisation of the health care delivery system; 3. The (uneven) distribution of resi- dency training positions across the regions; 4. The (inadequate) mix of workforce between physicians and nurses; 5. The (biased) preferences for choosing a medical specialty; 6. The (emblematic) case of training for Gps; 7. The (unprecedent) growth of life expectancy and comorbidity; 8. The (absence of a) plan and method for recruiting workforce in health care at national level. The authors conclude that the solution for the lack of medical specialists is less a matter of increasing the number of residency training positions and more a matter of solving some structural constraints of the system. Solutions might have to do – for instance – with the introduction of the recognition of the professional role of physicians in residency training (especially for GPs – like in UK). Another aspect to be taken in consideration is also the profes- sional role and competencies of nurses, that could be widened.

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