La gestione del rischio clinico e della qualità assistenziale nel community building network al tempo del Covid: l’esperienza della ASL ROMA 2

Il presente lavoro ha analizzato la sicurezza delle cure, la qualità della assistenza erogata e la qualità percepita del programma di umanizzazione delle cure erogato dalla ASL ROMA 2 in un progetto sperimentale di co-housing, erogato in una logica di community building network, a favore di pazienti affetti da scarsa o assente risposta agli stimoli dell’ambiente. Il modello di erogazione è quello di un assisted living on the best Social Practice, strumento di partecipazione degli stakeholders e delle istituzioni a favore di pazienti fragili ad alto rischio di morbilità e mortalità. Il progetto primo e al momento unico in Europa ha continuato la propria attività durante il periodo pandemico e i risultati ottenuti hanno dimostrato la compressione del rischio di circolazione del virus tra i pazienti, caregiver e operatori così come la compressione del rischio di lesioni da decubito e di infezioni correlate alla assistenza.

I dati analizzati hanno documentato come il sistema esperto implementato nella erogazione di prestazioni sociosanitarie ed assistenziali abbia assicurato qualità e sicurezza delle cure con riduzione della incidenza della ospedalizzazione dei pazienti assistiti e dei determinanti di rischio la morbilità e la mortalità assicurando anche la customer satisfaction degli stakeholder diventante una performante realtà di risposta assistenziale del territorio della Asl ROMA 2.

Uso di Zanzariere Trattata con Insetticida nell’Africa Sub-Sahariana : Rivista Sistematica e Meta-analisi

Introduzione : I paesi dell’Africa sub-sahariana rimangono i più colpiti dalla malaria, con approssimativamente il 93% dei casi e il 94% dei decessi nel 2018 in accordo con quanto riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Secondo l’OMS, al fine di ridurre significativamente l’incidenza e la mortalità associati alla malaria, almeno l’80% della popolazione dovrebbe essere protetta da zanzariere trattata con insetticida. Da qui il nostro obiettivo, che da un lato è stato quello di determinare il tasso in termini di possesso e utilizzo delle zanzariere trattata con insetticida nei paesi situati nell’Africa sub- sahariana tra gennaio 2015 e gennaio 2020, dall’altro di valutare l’impatto dell’uso di questi dispositivi sulla probabilità di essere contagiati dalla malaria.

Materiali e Metodi : Per raggiungere il nostro obiettivo, abbiamo realizzato una rivista sistematica della letteratura seguita da una meta-analisi. La ricerca degli articoli è stata effettuata nei database di Scopus, Medline via Ovid, BioRxiv, MedRxiv, Google e Google scholar.

Unfinished Nursing Care e le conseguenze percepite dagli infermieri: uno studio qualitativo descrittivo

Le Unfinished Nursing Care, che esprimono le cure infermieristiche pianificate, ma non erogate o erogate tardivamente, sono un fenomeno di crescente interesse negli ultimi anni esitato in diversi framework concettuali, ognuno dei quali si è soffermato a riflettere su quali sono le conseguenze. Tuttavia, gli esiti del fenomeno non sono stati ri-verificati nel tempo e da diverse prospettive, includendo anche l’esperienza dei coordinatori e dirigenti infermieri. L’obiettivo dello studio era descrivere le conseguenze delle Unfinished Nursing Care nella pratica quotidiana, così come percepite da infermieri clinici, coordinatori e dirigenti. È stato condotto nel 2021 uno studio qualitativo descrittivo basato su interviste, analizzate attraverso la content analysis e qui riportato in accordo alle linee guida Consolidated criteria for reporting qualitative research (COREQ). Le conseguenze delle Unfinished Nursing Care sono state stabilite a tre livelli: esiti per l’infermiere (aumento della frustrazione, dell’ansia, del senso di impotenza, dell’orario straordinario), esiti per la persona assistita (aumento del rischio di infezioni correlate alle pratiche assistenziali, della sindrome da allettamento; perdita dell’autonomia e della qualità della vita, disorientamento; aumento dei percorsi di cura non definiti, dell’aggressività nei confronti del personale, diminuzione della compliance e prolungamento del ricovero) e esiti sul rapporto coi familiari (difficoltà nel rapporto, delusione, aumento del rischio di reclami).

L’emergenza COVID-19 nell’ottica del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale: analisi e proposte

Il presente lavoro verte sull’analisi dell’emergenza COVID-19 in termini di spesa sanitaria e delle conseguenze che si potrebbero determinare a livello del Servizio Sanitario Nazionale.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’11 marzo, ha definito il COVID-19 la seconda pandemia del XXI Secolo1. Il COVID-19 è causato dall’infezione da parte di un nuovo ceppo della famiglia Coronaviridae (i.e., SARS-CoV-2)2, e presenta un ampio spettro clinico: si va da un quadro asintomatico o similinfluenzale, con febbre o brividi, tosse, astenia, dolori muscolari e articolari, cefalee, eruzioni cutanee, congestione nasale, dispnea, anosmia, ageusia, disturbi gastrointestinali, arrossamento oculare, sanguinamenti anomali, fino alla sindrome da distress respiratorio acuto grave (ARDS) e la morte. Il virus è stato isolato per la prima volta nella città di Wuhan (Cina): si tratta un virus a RNA con involucro a singolo filamento a senso positivo che trasmette tramite goccioline respiratorie e fomiti3.

La crisi pandemica ha determinato, da una parte, un numero considerevole di pazienti infetti, ricoverati e deceduti: basti pensare che, al 30 luglio 2021, se sono registrati, in Italia, 4.343.519 casi (i.e.,