Fabrizio Ciaralli1, Elisabetta Fusconi1, Giulia Cairella2, Massimo Trinito2, Giuseppe De Angelis2, Italo D’Ascanio3, Igina Nardelli3, Concetto Saffioti3, Flori Degrassi4

1UOC Distretto 5 e della Committenza ASL Roma2, 2Dipartimento di Prevenzione ASL Roma2, 3UOC Sistemi Informativi Sanitari ASL Roma2, 4Direttore Generale ASL Roma2

Parole chiave: Mortalità e mortalità evitabile, programmazione sanitaria, prevenzione, assistenza sanitaria. Riassunto: Introduzione: La mortalità evitabile (ME) rappresenta la quota di decessi che avviene in età precoce (0-74 aa) per cause contrastabili con interventi di sanità pubblica o misure di assistenza sanitaria. Scopo del lavoro è stato elaborare un Piano strategico aziendale di intervento per la riduzione della ME individuando le azioni prioritarie locali sulla base dei dati epidemiologici e socio-sanitari dell’azienda. Materiali e Metodi: È stato costituito un gruppo di lavoro aziendale con Dirigenti del Dipartimento di Prevenzione, dei Sistemi Informativi Sanitari e del Distretto; strumenti operativi utilizzati sono stati: i dati epidemiologici correnti del Dipartimento di Epidemiologia Regione Lazio “Stato di Salute Lazio”, i flussi aziendali informativi su mortalità generale (2014-2016) ed il profilo di salute dalle sorveglianze aziendali di popolazione OKkio alla Salute, Passi e HBSC Lazio. L’analisi dei dati ha permesso di quantificare, confrontandoli con il livello regionale, mortalità evitabile, prevalenza ed incidenza di MCNT e stili di vita. Risultati: Nella ASL Roma2 nel triennio 2014-2016 si sono registrati circa 1.900 decessi evitabili l’anno, la ME rappresenta circa il 16% della mortalità totale e sono per il 60% a carico del sesso maschile. Il 51% della ME riguarda le neoplasie, il 27% è legata a malattie cardio-vascolari, Il 10% a traumi ed avvelenamenti. Un preliminare confronto dei tassi standardizzati aziendali di prevalenza e incidenza con i valori regionali, evidenzia criticità aziendali per alcune patologie: prevalenza BPCO (114 vs 107), incidenza Neoplasia mammella (174 vs 153), incidenza Neoplasia polmonare (71 vs 65). In termini di prevalenza/incidenza si evidenziano, a livello Distrettuale, criticità specifiche rappresentate secondo un grading articolato su due livelli in base ad uno scarto rispetto ai valori regionali. Stili di vita non corretti sono diffusi almeno nel 30 % della popolazione e sono più frequenti nei nuclei familiari con basso livello di istruzione e che riferiscono difficoltà economiche. Conclusioni: Pur considerando i limiti intrinseci di una stima puntuale dei dati ed i possibili bias in un processo di inferenza, è stato possibile identificare le priorità nella programmazione di interventi di prevenzione primaria e secondaria e di miglioramento dell’assistenza sanitaria strutturati in un Piano Strategico aziendale di contrasto della mortalità evitabile articolato in obiettivi generali, obiettivi operativi ed azioni corredati da indicatori per la valutazione, nel prossimo biennio, di processo e, laddove possibile, di esito.


Project of contrast to avoidable mortality in a metropolitan local health authority

Key words: Mortality and avoidable mortality, district health planning, prevention, health care. Summary: Introduction: The avoidable mortality (ME)represents the share of deaths that occurs at an early age (0-74 aa) for causes that cannot be faced by means of public health or health care measures. The work develops a strategic intervention plan aimed at the reduction of ME by identifying local priority actions based on epidemiologic and social-health data. Methods: a working group among the Department of Prevention, Health Information Systems and Health District was set up. The databases used were: “State of Health Lazio” of the Department of Epidemiology of the Lazio Region; ASL Roma 2 local health data on general mortality (2014-2016) and the local health profile of the surveillance systems “OKkio alla Salute”, Passi and HBSC Lazio. The analysis results in an estimation of Asl Roma 2’s data and in a comparison of this data set with the regional level of three indicators: avoidable mortality, prevalence and incidence of chronic diseases and lifestyle profile. Results: in the three-year period (2014-2016) there were about 1,900 avoidable deaths per year; in the ASL Roma2 the ME represents about 16% of the total mortality and 60% of them are borne by the male sex. 51% of ME concerns cancer, 27% is linked to cardio-vascular diseases, 10% to trauma and poisoning. A preliminary comparison of standardized ASL Roma 2 rates of prevalence and incidence with regional values shows higher figures for some pathologies in ASL Roma 2: COPD prevalence (114 vs 107), breast neoplasia incidence (174 vs 153), incidence of lung neoplasia (71 vs 65). Prevalence and incidence of chronic diseases at the District level are not entirely consistent with the regional values according to a two level score. Incorrect lifestyles are widespread in at least 30% of the population and are more frequent in families with low educational level and with reported economic difficulties. Conclusions: despite the intrinsic limitations of a precise estimate of the data and the possible biases in a process of inference, the method has allowed to identify the priorities to assign in primary and secondary prevention interventions planning and for the improvement of health care; this analysis has been structured in a three years Local Strategic Plan to face the ME and was articulated in general and operational objectives and actions measured by indicators both process and, where possible, outcome evaluation.

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