Una icona della Sanità Pubblica del Mezzogiorno

A “la Scienza e l’Arte di prevenire le malattie, di prolungare la vita e di promuovere la salute attraverso gli sforzi organizzati della società” sono stati attribuiti molti nomi, variamente associati tra loro: Sanità pubblica, termine onnicomprensivo della multidisciplinarietà della materia, ma anche Igiene, Medicina preventiva, Medicina sociale, Medicina di comunità a seconda del prevalente campo di attività messo in atto.

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Esposizione al Radon : anche in questo caso è meglio aprire la finestra

Benché molte zone del territorio Italiano siano di origine vulcanica non c’è molta attenzione alla prevenzione dei rischi dovuti all’esposizione al gas Radon. Questo gas si produce durante il decadimento dell’uranio presente nelle rocce vulcaniche e, se inalato, il suo ulteriore decadimento produce radiazioni radioattive responsabili di danni a carico dei tessuti polmonari. Si stima che queste radiazioni siano responsabili del 10% dei carcinomi polmonari. In condizioni di scarso ricambio d’aria la concentrazione del gas Radon può facilmente raggiungere concentrazioni elevate in particolare nei locali sotterranei o a piano terra che sono a diretto contatto con il suolo. In questi territori i progettisti di nuovi edifici non sempre considerano questo rischio ed anche la popolazione è poco informata sui comportamenti da adottare per la prevenzione.


Radon exposure: also in this case it is better to open the window

Although many areas of the Italian territory are of volcanic origin, there is not much attention to the prevention of risks due to exposure to Radon gas.

Tecniche di disinfezione ambientale permanente negli ambienti ospedalieri a rischio infettivo

Mentre le economie mondiali escono dal blocco imposto dalla pandemia COVID-19, c’è un’urgente necessità di tecnologie mirate a ridurre la trasmissione di COVID-19 in spazi ristretti come gli ambienti ospedalieri.

Sebbene le procedure di pulizia e di disinfezione dispongano di metodiche piuttosto innovative e sofisticate, le stesse non sembrano essere sufficienti a mantenere bassi livelli di contaminazione microbiologica ambientale in maniera continuativa. Tale risultato può essere oggi ottenuto tramite l’utilizzo incrociato, nello spazio e nel tempo, di tecnologie perfezionate.

In questo lavoro si evidenza la possibilità di incrocio e di cooperazione di diverse tecniche di disinfezione, volte a mantenere bassa la carica microbica e virale nel tempo.


Permanent environmental disinfection techniques in hospital settings with infectious risk

While the world’s economies avoid the COVID-19 pandemic blockade, there is an urgent need for technologies aimed at reducing the transmission of COVID-19 in confined spaces such as hospital environments.

Although the cleaning and disinfection procedures now have rather complex and sophisticated weapons, they do not seem to be sufficient to continuously maintain low levels of environmental microbiological contamination.

Quali sono I fattori contribuenti la caduta dei pazienti in ospedale al tempo del Covid 19? Un cambio di paradigma?

La pandemia di COVID-19 ha messo a dura prova tutti i sistemi sanitari in quanto si è assistito con una rapidità crescente ad un aumento domanda di assistenza sanitaria di pazienti COVID 19 positivi negli ospedali in tutto il mondo. Con l’intensificarsi della pandemia, determinare in tempo reale le conseguenti esigenze di risorse sanitarie (letti, personale, attrezzature) è diventata, di fatto, la priorità chiave per molti Paesi al fine di assicurare le prestazioni sanitarie conformi alle esigenze di salute espresse dalla popolazione.

In Italia la domanda è stata assolta spesso con la riconversione di posti letto esistenti e rimodulazione della offerta sanitaria oppure laddove alle risorse disponibili lo permettessero anche con la apertura di nuovi posti letto dedicati alla assistenza pandemica.La pandemia di COVID-19 ha messo a dura prova tutti i sistemi sanitari in quanto si è assistito con una rapidità crescente ad un aumento domanda di assistenza sanitaria di pazienti COVID 19 positivi negli ospedali in tutto il mondo.

Ritorno in auge della Medicina di Comunità (riveduta e corretta)

A “la Scienza e l’Arte di prevenire le malattie, di prolungare la vita e di promuovere la salute attraverso gli sforzi organizzati della società” sono stati attribuiti molti nomi, variamente associati tra loro: Sanità pubblica, termine onnicomprensivo della multidisciplinarietà della materia, ma anche Igiene, Medicina preventiva, Medicina sociale, Medicina di comunità a seconda del prevalente campo di attività messo in atto.


Community Medicine revival. Community Medicine (revised and corrected)

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Numero 5 – 2021

Editoriale

Relazione tra volumi di attività ed esiti dell’assistenza ospedaliera: evidenze epidemiologiche a supporto del processo di revisione del Decreto Ministero della Salute 2 aprile 2015 n. 70

Il Decreto del Ministero della Salute 2 aprile 2015 n.70 ha rappresentato in questi anni un riferimento cruciale nella riorganizzazione dei servizi, a sostegno della qualità e della sicurezza delle cure. In particolare, nel decreto vengono riportate le soglie di volume per una serie di ambiti nosologici e procedure diagnostico-terapeutiche, a garanzia di migliori esiti di salute. Si prevede inoltre che tali soglie siano sottoposte a periodici aggiornamenti, sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche.

In questa prospettiva, il presente lavoro intende valutare la presenza di correlazioni statistiche tra volumi di attività ed esiti dell’assistenza ospedaliera, limitatamente ad alcune condizioni cliniche e procedure terapeutiche per le quali sono disponibili specifici indicatori nell’ambito del Programma Nazionale di valutazione degli Esiti.

Per ciascuna condizione o procedura è stata analizzata la relazione volume-esito per polo ospedaliero, mediante algoritmo di Levenberg-Marquardt (software: XLSTAT); l’esistenza di punti di svolta è stata valutata attraverso l’uso di modelli segmentati (software: R- Package ‘segmented’).

L’ impatto della pandemia SARS COV-2 sulla spesa farmaceutica convenzionata e sull’utilizzo dei farmaci. Analisi dei consumi farmaceutici in una Azienda Sanitaria di Roma

La spesa farmaceutica territoriale convenzionata rappresenta un indicatore diretto di consumo e può essere interpretato, in prima approssimazione, come indicatore indiretto di bisogno di salute.

Indica la spesa riferibile ai farmaci rimborsabili di fascia A, al lordo o al netto delle quote di partecipazione alla spesa a carico degli assistiti, distribuiti attraverso le farmacie pubbliche e private convenzionate (spesa farmaceutica convenzionata).

La spesa farmaceutica ha costituito fino al 31.12.2020 il 7,85% del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) [1]e rappresenta una voce oggetto di continuo monitoraggio in virtù dell’applicazione dei principi di appropriatezza prescrittiva, del buon uso delle limitate risorse, e della necessità di ridurre e contenere la spesa sanitaria assicurando al contempo una adeguata assistenza ai cittadini.


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I vaccini coniugati quadrivalenti contro i meningococchi ACWY

Le malattie invasive da meningococco (MIM) sono causate da 6 sierogruppi del batterio Neisseria meningitidis (A, B, C, W, X e Y), sono fra le più gravi malattie infettive prevenibili con la vaccinazione, caratterizzate da un elevato tasso di letalità e rischio di sequele permanenti.

Nel mondo l’incidenza delle MIM è generalmente bassa con differenze per regioni e gruppi di età. Il rischio aumenta in condizioni di sovraffollamento o in caso di viaggi in zone endemiche.

I primi vaccini prodotti utilizzando antigeni della capsula polisaccaridica hanno dimostrato una buona efficacia protettiva, ma di breve durata. La coniugazione degli antigeni con proteine ha permesso di ottenere una risposta anticorpale più duratura verso 4 sierogruppi: A, C, W, Y. Attualmente sono disponibili quattro vaccini coniugati quadrivalenti ACWY, tre dei quali approvati in Europa, che hanno mostrato elevata immunogenicità e sicurezza. Il più recente è il vaccino MenACYW-TT coniugato al tossoide tetanico, approvato nel 2020 negli USA e autorizzato in Europa per l’immunizzazione di soggetti a partire dai 12 mesi di età.

L’attività del Dipartimento di prevenzione ASFO nella gestione dei casi confermati di Covid-19 nelle scuole del territorio pordenonese

La pandemia da SARS-Cov-2 esplosa nel 2020 ha determinato una chiusura di portata eccezionale delle scuole che ha coinvolto almeno 188 paesi nel mondo lasciando a casa più del 90% dei bambini. Questo evento ha escluso bambini e ragazzi dall’opportunità di imparare, socializzare, sperimentare e ha aumentato la dispersione scolastica. Alla luce di queste premesse, nel corso dei mesi estivi del 2020 l’Azienda sanitaria Friuli Occidentale (AsFO) ha deciso di costituire un gruppo di lavoro per accompagnare gli istituti scolastici nella prevenzione e contenimento della diffusione del contagio da SARS-CoV-2 nel corso dell’anno scolastico 2020-21, con l’obiettivo di garantire il diritto allo studio e favorire l’attività didattica in presenza nelle massime condizioni di salute e sicurezza. La realtà scolastica del pordenonese è costituita da 40 Istituti Comprensivi per un totale di circa 206 plessi scolastici di ogni ordine e grado (pubbliche, paritarie e private). In totale la popolazione scolastica locale risulta essere di circa 33.000 alunni e 4.000 unità di personale scolastico (docenti, ATA, ecc…).